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Corpi chetonici: cosa sono, benefici ed effetti collaterali

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corpi chetonici vengono prodotti naturalmente dal corpo in piccole quantità. Oggi però si parla di una produzione a rialzo e indotta volontariamente attraverso l’alimentazione, per ottenere alcuni specifici effetti sul corpo. Dal dimagrimento alla cura di alcune specifiche patologie come il diabete di tipo 2 o l’epilessia. Vediamo cosa sono i corpi chetonici, come si formano e a cosa servono.

Cosa sono i corpi chetonici

Il nostro organismo produce in modo naturale i corpi chetonici, però in piccole quantità. In alcune condizioni, patologiche o no, si trova a produrne in quantità superiori alla media.

Per esempio nelle condizioni di digiuno prolungato, oppure nei soggetti diabetici dove i corpi chetonici hanno lo scopo di sostituire il metabolismo del glucosio, oppure la produzione superiore di questi derivati dei lipidi può dipendere da specifici regimi alimentari, in particolare le diete low-carb.

I corpi chetonici, come accennato poco fa, sono dei derivati dei lipidi, però assomigliano agli zuccheri per la rapidità con la quale il corpo riesce a utilizzarli e per la velocità di immissione.

Quando e come si formano

I corpi chetonici vengono sintetizzati dalla cellula epatica quando vi è un eccesso di acetil-CoA. Sotto questo nome però si dividono in verità tre tipologie differenti di composti, cioè: l’acetone, l’acido β-idrossibutirrico e l’acido acetoacetico. Il processo che porta alla loro formazione si chiama chetogenesi. Il suo scopo è quello di ridurre il consumo proteico in caso di digiuno prolungato e fornire ugualmente la giusta energia al Sistema Nervoso Centrale.

In alcune occasioni il medico va a valutarne la concentrazione nel plasma, per vedere se vi è in corso uno stato di eccesso di corpi chetonici. Tale concentrazione viene definita chetonemia.

Si nota un aumento dei corpi chetonici per esempio durante un digiuno prolungato, oppure quando una persona soffre di diabete mellito. Perciò si parla di chetosi quando c’è poca disponibilità di glucosio. Possono essere utilizzati come fonte energetica, ma alcune volte rappresentano invece un campanello d’allarme.

La chetosi in realtà è utile in alcune circostanze. E’ ormai una realtà consolidata che si tratta di un trattamento utile contro l’epilessia, perché riduce le crisi epilettiche. Allo stesso tempo è utile per trattare il diabete di tipo 2. Sono invece in corso alcuni studi relativi ai benefici sul cancro, alcune patologie neurologiche e la sindrome metabolica.

Corpi chetonici, a cosa servono?

Come accennato, l’aumento dei corpi chetonici nel corpo può essere utile in alcune circostanze. La chetosi è stato infatti dimostrato che è un trattamento utile in diverse circostanze, vediamole nel dettaglio.

  • Epilessia: la dieta chetogenica è un trattamento valido contro l’epilessia, sia quando colpisce adulti e bambini. E’ stata utilizzata con questo scopo per la prima volta negli anni ’20.
  • Diabete di tipo 2: una dieta a basso contenuto di carboidrati è utile per i soggetti che soffrono di diabete di tipo 2 perché migliora la glicemia. La persona perciò potrà ridurre l’uso di farmaci specifici per il diabete. Inoltre riduce l’emissione di glucosio epatico e aumenta invece la sensibilità all’insulina.
  • Sindrome metabolica: grazie alla chetosi è possibile intervenire positivamente sulla sindrome metabolica perché sono ridotti i trigliceridi sierologici, mentre aumentano le lipoproteine ad alta densità e della lipoproteine a bassa densità.
  • Sovrappeso: la dieta chetogenica è stato ormai dimostrato che aiuta ad abbassare in fretta il peso corporeo. Quando il corpo entra in uno stato di chetosi, significa che viene ridotto al minimo l’assunzione di quelle fonti energetiche a consumo immediato (i carboidrati) e questo porta il corpo ad attingere alle fonti energetiche di riserva (i grassi accumulati nel corpo).
  • Patologie neurologiche: sono ancora in corso gli studi, però sembra che l’aumento volontario di corpi chetogeni può prevenire o rallentare il corso di alcune malattie quali Alzheimer, Parkinson, autismo, lesioni cerebrali e anche disturbi del sonno.
  • Cancro: sono ancora poche le prove in supporto di questa teoria, perciò è bene prenderle con le dovute precauzioni. Sembra però che possa offrire un’azione preventiva sui tumori.

Correlazione tra corpi chetonici e dieta chetogenica

La dieta chetogenica è una delle più discusse del momento. Quando una persona inizia a seguire questo specifico piano alimentare promuove appunto la formazione dei corpi chetonici in quantità superiori a quelle che il corpo produce normalmente.

Tale stato viene indotto in risposta alla diminuzione drastica di carboidrati nella dieta. I carboidrati rappresentano per il corpo la principale fonte di energia per il nostro Sistema Nervoso Centrale. E’ grazie a loro che otteniamo quindi l’energia necessaria per svolgere le azioni di tutti i giorni, sia a livello fisico che mentale.

Quando il corpo non può attingere a tali sostanze, dovrà trarre l’energia in altre sedi. In questo caso dai corpi chetonici. Inevitabilmente saranno i grassi corporei utilizzati come scorta a essere ridotti. Si nota perciò un veloce dimagrimento, specialmente in quelle zone più critiche che possono cambiare da persona a persona.

La dove c’è un eccesso di grasso localizzato, la dieta chetogenica permette di intervenire per ridurlo velocemente. La dieta chetogenica però non è sostenibile nel lungo periodo, per questo motivo vediamo che la fase di attacco, quella di effettivo dimagrimento, dura di media solo due settimane. Dopo occorre passare velocemente a una fase di mantenimento per non perdere i risultati ottenuti.

Eccesso di corpi chetonici: cosa comporta?

L’aumento di produzione da parte dell’organismo dei corpi chetogeni può provocare alcuni effetti collaterali. Si dividono però in due categorie.

Chi segue una dieta chetogenica può avere effetti collaterali a breve termine e di solito non pericolosi per la salute. Sono mal di testa, vomito, nausea, insonnia e senso di affaticamento. Il corpo inoltre si trova inoltre a dover eliminare velocemente i corpi chetonici e per farlo costringe i reni a lavorare più velocemente, sovraccaricandoli.

Si parla poi in alcuni casi di chetoacidosi, la quale però di solito si presenta per esempio quando vi è una carenza del diabete di tipo 1 e, in casi più rari, del diabete di tipo 2. Tale patologia se non viene trattata in modo tempestivo può portare a delle complicanze importanti e in alcuni casi anche alla morte. Si riconosce per esempio dal forte aumento del bisogno di bere, la necessità di urinare frequentemente, dal vomito, l’ipertensione, aritmie, sonnolenza e stati confusionali.

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